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Benvenuto in go as a river,
il progetto di mindfulness a cura di Valentina Giordano

MATEMATICA, PAURA E IL FATTORE CURIOSITÀ

Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso.

 

 

~ Albert Einstein

 

 

Un paio di settimane fa ho avuto il piacere di conoscere Chiara Burberi, co-founder di Redooc: la prima piattaforma italiana di education online per imparare la matematica in maniera interattiva, divertendosi e sfidando gli amici.

 

Sincronicità inaspettate + un’amica-mamma sensibile al potenziale della mindfulness per bambini e adolescenti e in un attimo mi ritrovo con un piede nella palestra della matematica più grande d’Italia.

 

Paura.

 

Arrivo all’appuntamento con un po’ di anticipo e decido che dedicare qualche minuto al grounding sia un’idea particolarmente saggia: mi radico nel corpo, i piedi ben saldi a terra, ed entro in contatto con la realtà e in connessione con il mio corpo, iniziando ad osservare cosa attraversa lo spazio della mente e del cuore proprio ora.

 

Percorro il cortile al passo di una meditazione camminata e nell’aprire il portone d’ingresso mi accorgo di avere i palmi delle mani sudati.

 

Sorrido, non può essere vero: la matematica mi fa ancora questo effetto.

 

Non faccio in tempo a ripetermi un’ultima volta che nessuno mi chiederà di risolvere equazioni irrisolvibili – sono qui per sviluppare MINDFULNESS 4 KIDS @Redooc – quando arriva il benvenuto di Chiara a mettermi a mio agio.

 

Respiro.

 

Mi guardo attorno ed è tutto bello, giovane e accogliente. Osservo incuriosita le formule scritte con un gessetto alla lavagna e mentre Chiara parla di Redooc, dell’obiettivo di diffondere tra i ragazzi la passione per le materie STEM (Science, Tech, Engineering e Math) e di cambiare il modo di raccontare la matematica solleticando la curiosità, inizio a notare che non mi sento più contratta, né fuori luogo, ho rilassato il morso.

 

Insight.

 

Cos’è avvenuto? Ma certo, è chiaro. Ecco cos’hanno in comune Matematica e Mindfulness: il fattore curiosità. È solo attraverso la curiosità che possiamo guardare il mondo e le sue infinite variabili con una mente del principiante, una mente che è disposta a guardare ogni cosa come se la vedesse per la prima volta, cogliendo la straordinarietà dell’ordinario.

 

Vi siete mai chiesti, ad esempio, perché è così difficile prestare attenzione? E perché, anziché sforzarci di prestare attenzione, non proviamo a introdurre quella curiosità che ci permette di esplorare cosa c’è nel momento presente, spostandoci così da un sapere cognitivo alla consapevolezza? Trasformando, proprio come fanno in Redooc, la noia in interesse?

 

Quella con la matematica è stata a lungo per me una relazione complicata: la mia comfort zone arrivava ai numeri interi e la sola scoperta dei razionali mi ha fatto perdere, a suo tempo, le certezze. Per anni alla sola vista di un sudoku ho sentito il respiro corto e un senso di avversione nel corpo.

 

Sono arrivata a convincermi di “non essere portata”: ma poi, quando un paio di scarpe che mi piace è in saldo, non riesco forse a calcolare in una frazione di secondo il prezzo finale, includendo i decimali?

E allora questa teoria viene a cadere: davvero non si tratta di avere particolari talenti, ma solo di fare leva su quel fattore che ci permette di sperimentare ogni cosa con la stessa meraviglia con cui guarderemmo un cielo stellato: la curiosità.

 

Imparando a portare l’attenzione sul respiro, e anche sullo spazio tra un’inspirazione e un’espirazione, ci alleniamo a rimanere concentrati e focalizzati e, allo stesso tempo, a riconoscere le nostre emozioni (incluse paura, ansia e preoccupazione) senza lasciarcene governare.

 

Attraverso la mindfulness ho potuto sperimentare in prima persona, e poi con i ragazzi, che alcuni dei principi della matematica valgono anche per la nostra esperienza del momento presente: coltivando una maggiore calma, lasceremo meno spazio all’agitazione, mentre la capacità di rispondere ai problemi in maniera appropriata – tanto alla lavagna, quanto nella vita – è direttamente proporzionale al nostro allenamento.

 

Anche l’incertezza causata dai numeri razionali è svanita: siamo integri e perfetti, anche quando ci sentiamo frammentati, e abbiamo in ogni momento la possibilità di cambiare il nostro punto di vista, semplicemente coltivando uno sguardo aperto e curioso.



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