Welcome to the river

Benvenuto in go as a river,
il progetto di mindfulness a cura di Valentina Giordano

OLTRE LA CURVA

Oltre la curva della strada

forse c’è un pozzo, e forse un castello,

forse solo la continuazione della strada.

Non so né domando.

Mentre procedo lungo la strada prima della curva

guardo solo la strada prima della curva,

perché non posso vedere altro se non la strada prima della curva.

A nulla servirebbe guardare verso l’altro lato,

e verso quello che non vedo.

Interessiamoci soltanto del luogo in cui siamo.

C’è abbastanza bellezza nello stare qui e non in qualche altro luogo.

Se c’è qualcuno oltre la curva della strada,

si preoccupino loro di quel che c’è oltre la curva della strada.

Quella è la strada per loro.

E se dobbiamo arrivare là, quando là arriveremo sapremo.

Per ora solo sappiamo che là non stiamo.

Qui c’è solo la strada prima della curva, e prima della curva

c’è la strada senza alcuna curva.

 

 

 

~ Fernando Pessoa

 

 

 

Ho ritrovato un vecchio libro di poesie dell’università e mi sono lasciata sorprendere dai versi semplici di Pessoa.

 

Fate un bel respiro e immaginate una strada con una curva, se volete va bene un tratto costiero. Ora percorretela lentamente, con consapevolezza. Gustatevi il paesaggio, sentitela mentre procedete con piena presenza.

 

Ognuno ha i suoi posti del cuore, quei luoghi dove abbiamo lasciato un po’ di noi. A me torna in mente la Costiera Amalfitana, che percorro ogni primavera, curva dopo curva, con i suoi colori croccanti e i profumi intensi.

 

Cetara, Maiori, Minori, Ravello, Amalfi e poi Furore, Praiano, Positano, fino ad arrivare a Sant’Agata sui due Golfi, dove la Costiera finisce e inizia la Penisola Sorrentina. Di fronte s’intravede Capri.

 

Il paesaggio è incantevole, a strapiombo sul mare, le strade sono strette e tortuose e prima di ogni curva sembra che il mondo stia per finire. Eppure è così semplice stare nel momento, godersi ogni tratto di strada prima di una curva, sentire con ogni cellula del nostro corpo che c’è abbastanza bellezza nello stare qui e non in qualche altro luogo.

 

Bene, ora immaginate le vostre giornate. Quelle piacevoli e luminose e quelle stancanti, in cui forse talvolta vi lasciate travolgere dall’ansia o vi sentite messi alla prova. Riuscite a vedere che hanno lo stesso incanto della Costiera e che se ci concediamo di stare nel momento, senza anticipare niente, possiamo coglierne la magia?

 

Molto spesso nelle nostre vite ci troviamo prima della curva, eppure spendiamo gran parte delle energie a preoccuparci per ciò che incontreremo dopo la curva.

 

Ansia, paura, incertezza, preoccupazione: quante volte ci capita di avere a che fare con queste emozioni difficili? Ci portano via dal momento presente e danno inizio ad una proliferazione senza fine. La tendenza, tipicamente, è quella di pensare al peggio, immaginare catastrofi, entrando in un vortice di confusione.

 

Il denominatore comune è la mente che anticipa. Vorremmo sentirci sempre al sicuro, avere certezze, cerchiamo a tutti i costi di prevedere i problemi, simulando possibili scenari di fronte ai quali trovarci pronti, preparati… benché la vita poi ci colga spesso impreparati. E va bene così, la capacità di pianificare è tra le nostre funzioni esecutive. Tuttavia, l’ansia è quella componente in più che vi aggiungiamo, che ci sottrae lucidità ed energia.

 

Andando al cuore dell’ansia, incontriamo il disagio che deriva dall’impossibilità di avere le cose sotto controllo, dal senso di allarme nel sentirci potenzialmente minacciati, o in pericolo – quando il più delle volte si tratta solo di un falso allarme e la minaccia, in realtà, non esiste.

 

Ogni volta che questa emozione difficile viene a farvi visita, ricordate questo detto zen: “Disegni il drago e poi ti spaventi”.

 

Concedetevi di incontrare l’emozione, anziché esserne risucchiati. Fermatevi silenziosamente e sentitela. Sentitela nel corpo: come si manifesta? Nel battito accelerato? Nel respiro corto? Nelle dita che tamburellano? O in quali altre sensazioni?

 

Apritevi alla possibilità di rilassarvi con quello che c’è e notate come in questa dimensione l’urgenza di intervenire o di sistemare le cose, forse, si attenua un pochino.

 

Inspirate fiducia ed espirate preoccupazione. E sentite che l’unica influenza che abbiamo sul nostro futuro dipende da quanto riusciamo a prenderci cura del nostro presente.

 

Buona pratica!



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